Federarchitetti Richiesta sospensione contributi INARCASSA

06/06/2013

Il momento di eccezionale difficoltà che sta attraversando l’Italia coinvolge, forse tra le prime, la nostracategoria professionale di architetti ed ingegneri iscritti ad Inarcassa che paga la miopia di una classepolitica che ha sostenuto oltremodo il lavoro dipendente degli uffici tecnici pubblici sottraendo risorse allalibera professione.

 

Non solo carenza di lavoro, ma anche assenza di continuità della nostra attività professionale ed estremadifficoltà di recupero dei crediti, stanno conducendo a forte sofferenza tutte le tipologie di studioprofessionale costringendo anche le maggiori strutture a licenziamenti di dipendenti.

 

A fare le spese di questa notevole crisi economica non sono solo i più giovani, coloro cioè che dovrebberorappresentare il futuro di Inarcassa ed a cui è rivolta la recente riforma previdenziale da poco entrata invigore, ma anche liberi professionisti di ogni età.

 

Si moltiplicano in questi giorni dal mondo delle professioni varie azioni, alcune di protesta, con le petizionicontro la recente riforma (quali “Ivaseipartita”, Architetti e Ordini Salentini), altre che invitano allasospensione dei contributi per 24 mesi e all’abolizione del contributo minimo (tra cui l’Ordine ArchitettiMessina) e ancora, raccogliendo le generali preoccupazioni, anche i Consigli Nazionali degli Architetti edegli Ingegneri esortano ad un temporaneo congelamento dei contributi minimi.

 

Riceviamo dagli iscritti di Federarchitetti sempre maggiori voci di forte disagio economico e l’invito a farsiportavoce del momento di estrema difficoltà per la nostra categoria di liberi professionisti.

 

In questi giorni anche Squinzi, il Presidente di Confindustria, ha sottolineato che il settore dell'edilizia èuno «specchio del dramma che sta attraversando la società italiana» ed ha rivolto al premier Enrico Lettail suo appello: l'edilizia vive «una crisi tanto profonda da sottoporre al governo, la richiesta di unintervento speciale di filiera per salvare un volano fondamentale nell'economia del Paese».

 

Il C.N.D. di Inarcassa, per quanto di competenza, valutata la contingenza economica ha recentementedeliberato una serie di misure (differimento prima rata da giugno a luglio, facilitazioni, a richiesta, per icontribuenti minimi con rateazioni a tasso di interesse agevolato).

 

Purtroppo, sebbene tempestive, le misure adottate appaiono deboli e non sufficienti ad alleviare le difficoltàderivanti dalla crisi in corso e sembrano non cogliere le giuste proporzioni delle crescenti difficoltàeconomiche degli iscritti.

 

Considerata l’eccezionalità della congiuntura economica Federarchitetti ritiene necessario un impegnostraordinario degli organismi interessati a vario titolo a sostenere la libera professione degli architetti eingegneri.

 

A tal fine si propone di attivare un Tavolo del Lavoro con il C.d.A. di Inarcassa, le Associazioni Sindacalidei Liberi Professionisti (Federarchitetti, Inarsind, ALA-Assoarchitetti, AssoInar) ed il supporto deiConsigli Nazionali degli Architetti e degli Ingegneri, quale ufficio “permanente” per approntare una seriecoordinata di proposte, anche eccezionali, da inoltrare in modo unitario al Governo, inerenti le occasioni,la crescita e la continuità del lavoro per i liberi professionisti, le regole per consentire una più ampiapartecipazione nei lavori pubblici, il sostegno al credito, la previdenza, gli ulteriori oneri derivanti dallaRiforma delle Professioni (assicurazioni obbligatorie e formazione continua), avvalendosi, ove occorra,anche di esperti economici e consulenti legali, oltre che dei fondi Inarcassa destinati alle attività disostegno alla professione.

 

Nelle more di un’azione comune per pervenire ad una serie di interventi volti a sostenere ed a rilanciarele nostre categorie professionali, Federarchitetti, facendosi interprete delle numerose voci dei liberiprofessionisti sulle condizioni drammatiche del settore, chiede al C.d.A. di Inarcassa di sospendere fino adicembre 2013 l’obbligo del versamento dei contributi per tutti gli iscritti e di rianalizzare gli eventualipresupposti per abolire totalmente o ridurres ensibilmente l’obbligo del contributo minimo inconsiderazione del tipo di riforma “contributiva” varata.p. Federarchitetti

 

ALLEGATO FEDERARCHITETTI

ALLEGATO LETTERA CONGIUNTA CNAPPC

p. Federarchitetti